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Wanda Meyer. Il coraggio di una donna

Alba edizioni, 2026 – 168 pagine, Raffaella Gava Zaccarin, ISBN 9791281172531

15,00
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Una storia tutta da raccontare quella di Wanda Meyer.

Nata a San Pietroburgo il 4 giugno 1898 da una famiglia di emigranti della media borghesia (la madre Madeleine è di origine francese e il padre Jakob è svizzero, direttore di un laboratorio di chimica).

L’equilibrio economico e familiare viene però presto alterato dallo scoppio della Rivoluzione russa nel febbraio del 1917; il padre oltraggiato dai rivoltosi rimane vittima di un infarto e muore improvvisamente nel settembre dello stesso anno e la famiglia Meyer si vede costretta ad abbandonare tutti i propri averi e rifugiarsi nell’Estremo oriente, percorrendo la via transiberiana in treno.

A Shanghai il 27 aprile 1918 sposa l'ingegnere friulano Domenico Brunetta con cui ha cinque figli in 15 anni. La famiglia si sposta molto: Milano, Venezia, Treviso, Livorno, Shanghai, Barcellona, ma quando in Spagna scoppia la guerra civile nel 1936 Prata di Pordenone.

Durante la Resistenza, essendo poliglotta, viene assunta come interprete dal comando tedesco di Pordenone. In questa veste viene a conoscere in anticipo le mosse dei nazisti e spesso riesce a intervenire efficacemente a protezione di soldati sbandati, cittadini ebrei, partigiani anche tramite la contraffazione di documenti di identità.

Il capolavoro lo compie quando, presentando una lettera falsa, riesce a impedire l'incendio dell'abitato di Prata, già minacciato di rappresaglia nazista per attività partigiana.

Wanda Meyer muore il 12 febbraio 1981 ed è sepolta nella cappella di famiglia a Prata.

Il 28 maggio 2006 le viene intitolata la piazza centrale di Prata di Pordenone.

 


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