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Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi

Alba edizioni, 2020 – 136 pagine, Carlo Gugliotta, ISBN 9788899414511

15,00
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Il Giro delle Fiandre è la classica che più riesce a identificare un popolo (quello fiammingo) a una corsa ciclistica. Per i Belgi è più prestigioso del campionato del mondo. Fra i ciclisti italiani sono riusciti a vincere il Giro delle Fiandre solamente Fiorenzo Magni, Dino Zandegù, Moreno Argentin, Gianni Bugno, Michele Bartoli, Andrea Tafi, Alessandro Ballan, Elisa Longo Borghini, Marta Bastianelli e Alberto Bettiol. Il libro racconta aneddoti e curiosità sulle vittorie italiane del Giro delle Fiandre. La prefazione è di Riccardo Magrini

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È il 7 aprile 2019 quando l’Italia compie una delle imprese più belle nella storia del ciclismo nostrano: vincere il Giro delle Fiandre sia nella gara maschile, con Alberto Bettiol, sia in quella femminile, con Marta Bastianelli. Con questi successi, l’Italia del ciclismo maschile rompe un digiuno che andava avanti dal 2007, anno in cui ci fu il trionfo di Alessandro Ballan, mentre per le ragazze è stata un’ulteriore conferma dopo la bella vittoria di Elisa Longo Borghini nel 2015, prima azzurra capace di vincere il Giro delle Fiandre femminile.

L’idea del libro nasce per celebrare al meglio quella storica giornata, che chi vi scrive ha vissuto in prima persona sul traguardo di Oudenaarde, ma non solo: ho ritenuto giusto ricordare che l’Italia del ciclismo ha dei meriti molto importanti nella corsa fiamminga, visto che nella classifica per nazioni gli azzurri si trovano al secondo posto per numero di vittorie. In prima posizione ci sono i padroni di casa del Belgio, con 69 trionfi fino al 2019, mentre subito dietro c’è l’Italia, con 11 trionfi.

Non dobbiamo poi dimenticare che l’Italia può vantare un record assoluto nelle Fiandre, dato che l’unico corridore in grado di vincere per tre volte consecutive questa classica monumento è stato Fiorenzo Magni, che ha dominato la corsa dal 1949 al 1951. Anche Achiel Buysse, Eric Leman, Johan Museeuw, Tom Boonen e Fabian Cancellara sono riusciti ad ottenere tre vittorie, ma non consecutive.

L’idea principale che vorrei, però, proporre in questo libro è quella di raccontare il Giro delle Fiandre come “La classica dei tifosi”. La Sanremo è definita la “Classicissima di primavera”, la Parigi-Roubaix è “L’inferno del Nord”, mentre la Liegi-Bastogne-Liegi è la “Doyenne”, la decana, in quanto è la classica monumento più antica. Il Lombardia, invece, è la “Classica delle foglie morte”, perché nel calendario è posizionata in autunno, nel finale di stagione.

Generalmente, il Giro delle Fiandre è definito come la “Classica dei muri”, ma non credo sia sbagliato definirlo come la “Classica dei tifosi”. Ognuno dei cinque monumenti del ciclismo ha una sua particolarità e la Ronde Van Vlaanderen si distingue dalle altre corse per essere quella composta da salite brevi e particolarmente dure, alcune delle quali in pavé, sul famoso ciottolato che rende ancora più difficile l’ascesa. Il pavé dei muri fiamminghi non è sconnesso come quello della Parigi-Roubaix, ma è sempre molto duro, perché deve essere affrontato in salita e lo spazio tra una pietra e l’altra è abbastanza ampio. Ecco perché è fondamentale scegliere un assetto adeguato per la propria bicicletta quando si affronta un tracciato del genere, altrimenti il pericolo di cadute e di forature può moltiplicarsi a dismisura.

Il Giro delle Fiandre, però, è principalmente la “Classica dei Tifosi”. Insieme ai corridori, i tifosi a bordo strada sono i veri protagonisti di una giornata che è paragonabile a una vera e propria festa nazionale per il popolo fiammingo. Milioni di persone, in quel giorno, si riversano sulle strade, magari accampate con i camper o con le tende già molti giorni prima della corsa.

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