Spaccato vivido e realistico dei mesi del terremoto del 1976, in cui una voce interna, ma non troppo, racconta una comunità di cui conosce da sempre il bene e il male. Accompagna il lettore tra le vie del paese, tratteggiando in modo svelto ma preciso ogni famiglia, così come suggerisce l’abitudine di vivere insieme. I legami sono forti, ma quel popolo fatica a esplicitarli fino al "rombo", quando il bisogno ne abbatte l'apparente avarizia emotiva. Le storie dei tanti personaggi alla fine si riducono a una, quella della comunità, che è la vera protagonista intorno a Giulio, simbolo di una forza maturata attraverso il dolore, ma anche di una solidità familiare indistruttibile. La vita delle tende finisce per essere l'attuazione di ciò che prima era solo in potenza. Se lì regnano paura e dolore, dentro gli animi reggono invece la stabilità e l’innato impulso a costruire. È proprio la precarietà dell'emergenza a consolidare la delicata amicizia tra due giovani del paese, fatta di ammirazione incondizionata da parte di Tatiana, ancora bimba e goffa, e di cura di coltivare ciò che è piccolo guardando lontano, da parte di Giulio, adolescente inquieto. Affrontano il terremoto, si allontanano, crescono…
Alberto Pavan
Appendice con 34 foto inedite a colori sugli effetti del terremoto a Gemona del Friuli e sulla ricostruzione
Prefazione di Alberto Rossi, già presidente della Provincia di Pordenone
