Ida Feltrin nasce una fredda notte del dicembre 1927, in un casone di poveri contadini di Albina, un paesino nella sperduta campagna veneta. Il padre Raffaello, invalido della Grande Guerra, cerca di mantenere la famiglia come può, ma la miseria e le continue pressioni minano profondamente il suo essere, portandolo sempre più a rifugiarsi nell’alcool e nella violenza. L’infanzia di Ida procede, tra alti e bassi, con la scuola negli anni Trenta e il suo pesante indottrinamento e i tanti lavori domestici nelle famiglie del paese, per cercare di migliorare la sua condizione. Quando, finalmente, Ida è abbastanza grande per andare a servizio presso una famiglia agiata, all'età di dodici anni, è il 1939 e la Seconda Guerra Mondiale incombe. Negli anni successivi, la giovane inizia un percorso di riscatto, in un’epoca in cui, per una donna priva di mezzi, assicurarsi un futuro migliore non era così scontato. Nonostante le difficili prove che la vita le pone davanti, Ida non si fa mai abbattere e riesce a costruirsi un’esistenza piena e felice.
Postfazione del professor Angelo Floramo
