Quando pensiamo alla campagna, spesso la associamo a un luogo incontaminato, dove lo stretto contatto tra l’uomo e la natura sembra ancora possibile e il tempo scorre più lentamente rispetto ai ritmi frenetici della città. Per chi ha vissuto la propria infanzia in campagna, inoltre, questa rappresenta uno scrigno di ricordi indelebili, che si schiudono non appena il proprio sguardo si posa su un campo coltivato o una distesa di erba. Tuttavia, sotto la superficie di un paesaggio apparentemente tranquillo si celano delle forze violente pronte a esplodere da un momento all’altro, alle quali si aggiunge la brutalità della Storia, che non risparmia nemmeno il paesino più sperduto. Tale è la rappresentazione della campagna che emerge dalle opere di Cesare Pavese, uno degli autori più significativi del panorama letterario italiano del Novecento, nato nelle Langhe. Utilizzando come focus principale il mito pavesiano, questo libro offre uno studio sulla concezione della campagna dello scrittore piemontese, disegnando una parabola (o un cerchio?) che va da Paesi tuoi a La luna e i falò.
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