Ultimo discorso pronunciato dall'anarchico italiano Bartolomeo Vanzetti, incriminato per furto e omicidio assieme a Nicola Sacco, il 9 aprile 1927 a Dedham, nel Massachusetts, rivolto al giudice Webster Thayer. I due furono condannati e giustiziati sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 nonostante le proteste da tutto il mondo, il sostegno pubblico da parte di intellettuali fra i quali George Bernard Shaw, Bertrand Russell, Albert Einstein e gli interventi del governo italiano e del papa Pio XI.
Vorrei dire, dunque, che non soltanto sono innocente di tutte le accuse che mi sono state mosse, non soltanto non ho mai commesso un delitto nella mia vita — degli errori forse, ma non dei delitti — non soltanto ho combattuto tutta la vita per eliminare i delitti, i crimini che la legge ufficiale e la morale ufficiale condannano, ma anche il delitto che la morale ufficiale e la legge ufficiale ammettono e santificano: lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo. E se c’è una ragione per cui io sono qui imputato, se c’è una ragione per cui potete condannarmi in pochi minuti, ebbene, la ragione è questa e nessun’altra.
