Una corsa lunga 30 anni.
Ha compiuto 30 anni la società ciclistica Valvasone. La passione per il ciclismo era condivisa da tempo da un gruppo di amici, coagulati attorno alla figura di Ligido Zilli. La domanda di affiliazione alla Federazione ciclistica italiana della nuova società ciclistica è datata 31 marzo 1983. Inizialmente l’attività si concentrò sui più giovani, messi in sella con una maglia bianca a strisce rosse e blu. Il salto di qualità, tuttavia, avvenne con l’apertura al settore femminile nel quale era cresciuta Nada Cristofoli, medaglia d’argento nella corsa a punti ai mondiali su pista del 1995.
In tre decenni di attività il Valvasone ha collezionato sei titoli tricolori con Elena Turchetto, Morena Baradel (ma senza maglia), Tatiana Benedetti, Maddalena Dinato, Natasha Grillo (pure vicecampionessa europea) e Alberto Filosi, mettendo in sella fior di corridori dalle stesse Cristofoli e Galassi a Piergiacomo Marcolina, azzurro della pista, da Chiara Selva (attuale campionessa italiana master woman 2 di ciclocross) alla sfortunata Marina Romoli, Elena Cimatti, Jacqueline Gagno, Silvia Gobbi, la campionessa mondiale giornalisti Ilenia Lazzaro, la pluricampionessa italiana Silvia Scarel. Fiore all’occhiello dell’attività organizzativa è il Giro della provincia di Pordenone, gara nazionale per donne elite, ideata nel 1996 e disputata negli anni dagli assi più celebrati, da Antonella Bellutti alle sorelle Cappellotto, da Fabiana Luperini a Gabriella Pregnolato e Roberta Bonanomi, passando per le straniere Sundstedt, Stahurskaia, Pucinskaite, Ziliute e, dal 2000, le junior Laura Basso, Giorgia Bronzini, Annalisa Cucinotta, Marina Romoli, Elena Cecchini, Beatrice Bartelloni, Anna Zita Maria Stricker, Nicole Dal Santo.

Sulla riva destra del fiume Tagliamento, nella media pianura friulana, in provincia di Pordenone, sorge Valvasone (Voleson in friulano). Le sue origini sono antichissime: leggende e ritrovamenti archeologici documentano la presenza d’insediamenti in epoca romana e il passaggio, in quest’area, d’importanti strade e la successiva fortificazione ad opera longobarda. Datazioni certe risalgono, però, solo all’immediato periodo successivo al mille, in documenti d’investitura patriarcale.
Il centro storico, tutto intorno circondato dalla roggia, raccoglie oltre al Castello medioevale (ma l’attuale struttura è rinascimentale), anche altri importanti edifici, tra questi il Duomo, della fine del ‘400, con rimaneggiamenti neo-gotici. All’interno troviamo l’unico organo del ‘500 veneziano esistente in Italia con portelle dipinte dal Pordenone e dall’Amalteo; nel duomo è inoltre depositata la reliquia del miracolo eucaristico della Sacra Tovaglia, avvenuto nel 1294.
Nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo si possono ammirare affreschi del XIV e XV secolo. L’ex Chiesa di San Giacomo ospita ora l’Ufficio Turistico. L’antico ex Convento prima dei Frati Serviti del 1400 e poi dei Domenicani, con chiostro e brolo, è ora centro di attività parrocchiali.
Fanno da contorno a questo suggestivo borgo il Parco fluviale del Tagliamento con laghetto artificiale, il Parco storico dei “Pinni”, annesso al castello, e l’ambito naturalistico della Roggia del Mulini.
Da non dimenticare una sosta gastronomica nei ristoranti, trattorie o pizzerie del posto, che offrono assaggi sia della migliore cucina friulana, sia italiana ed internazionale.

  • GIACINTO BEVILACQUA - Una corsa lunga 30 anni
  • Alba Edizioni - 2013, 140 pagine, XX€