Palazzo Michiel-Loredan. Memoria di una rinascita comunale”

L’acquisto e il recupero funzionale di Palazzo Michiel-Loredan da parte del Comune ha segnato la rinascita della vita economica e sociale della comunità di Meduna di Livenza.

L’acquisto e il recupero funzionale di Palazzo Michiel-Loredan da parte del Comune ha segnato la rinascita della vita economica e sociale della comunità di Meduna di Livenza. Sergio Piva, sindaco di allora, racconta l’evolversi delle vicende che portarono al felice esito.

Sergio Piva, sindaco di allora, racconta l’evolversi delle vicende che portarono al felice esito

Da tempo ormai, e da più parti, a volte con interesse discreto, spesso con gentile insistenza, sono stato sollecitato, quasi addirittura spinto, a raccontare la storia della ricostruzione del Palazzo Michiel-Loredan, ora sede municipale.

L’intento è di render conto alla cittadinanza medunese delle sorgenti dell’iniziativa e dei particolari, economici ed architettonici, della ricostruzione. Il tutto perché rimanga alla memoria storica traccia diretta, documentata e veritiera di quello che, per Meduna e per i Medunesi, fu una felice impresa.

Una voce da ascoltare, anche per non perdere un’occasione di conoscenza e di confronto. Una testimonianza, che potrà essere fonte di ricerca e di documentazione per gli storici, anche locali, che si appresteranno a continuare a scrivere la storia di Meduna, quella che è stata e quella che verrà. Un racconto modesto e senza pretese, che, forse, potrà trovare un piccolo posto in qualche angolino della nostra biblioteca comunale.

La Pro Loco e il suo presidente, generosamente, hanno accolto l’iniziativa, nell’ambito dei loro apprezzati programmi di riscoperta e di rivalutazione della storia, delle tradizioni e della cultura del nostro Comune.

Non nascondo le mie iniziali perplessità e i dubbi in merito all’opportunità di dare alle stampe una pubblicazione, comunque celebrativa dell’evento. Una convenienza che è stata oggetto di una lunga riflessione personale. Infatti, raccontare, dopo sei lustri, l’esecuzione del progetto amministrativo, che portò al recupero del Palazzo Michiel-Loredan, a firma di chi ne fu il primo responsabile, poteva essere interpretato dall’opinione pubblica locale come un tentativo, tanto fastidioso quanto maldestro, di auto accreditamento di un merito non dovuto, una pretesa di gloria presunta, una fatua ostentazione di incomprensibile vanità. O, peggio, si sarebbe corso il rischio che il testo potesse prestarsi alla più insidiosa delle strumentalizzazioni politiche, quasi una ostentata e patetica rivalsa postuma nei confronti della legittimità della critica e del dissenso, un irriverente vessillo di una velleitaria superiorità operativa, un tentativo di rientro politico a protezione di chissà quali ambizioni di parte. Tutti motivi e sospetti, che, per reazione, avrebbero potuto causare una forma contrapposta e provocatoria, tale da oscurare e diminuire la qualità stessa e lo spessore pubblico dello storico restauro.

Nulla di tutto ciò.

In queste righe, a lungo soppesate e meditate, volutamente celebrative nel lessico e nel contenuto, quando trattasi di esaltare le doti e la storia dei Medunesi, non c’è nulla di soggettivo.

Ciò che conta è la validità oggettiva della testimonianza.

Prende forma un tentativo di scrivere in modo originale una breve storia di Meduna, ondeggiante tra sogno e realtà, scegliendo alcuni tra gli episodi più drammatici e più significativi del suo sofferto cammino secolare.

Alla fine, un impegno di dar conto, giustificazione e valenza al recupero di un Palazzo millenario, che è icona storica e simbolo del nostro Comune, quasi un segno del destino, a compimento di un disegno al limite delle nostre forze umane.

Un emblema monumentale, che distingue la nostra gente e la esalta.

Comunque sia, resta il convincimento che il racconto della verità dei fatti diventi un obbligo morale al servizio del paese, oltre che un corretto uso di informazione pubblica.

  • SERGIO PIVA
  • Palazzo Michiel-Loredan - Memoria di una rinascita comunale
  • Alba edizioni, 2018 - 160 pagine, 10€
  • ISBN 978-88-99414-38-2