Mi son Veneta. Aneddoti, curiosità e ricette della tradizione popolare.”

Questo libro è uno scrigno di piccole pillole di “veneticità” e di aspetti dell’identità veneta ratti dalla storia, la lingua e la cultura popolare di questa regione ruspante e legata alle tradizioni di una volta tanto in cucina che nei modi di dire e di fare e nella maniera di raccontarli. 

 

Aspetti da sfogliare per conoscere tantissime curiosità oppure da leggere ai figli e ai nipoti perché sono letture semplici, genuine ma piene di passione; quella passione che esprime il mio amore per la mia terra, il Veneto, ma anche per il mondo.

SAI DOVE NASCE LO SPRITZ?

Non c’è giornata in cui non si entri in un bar e non si senta richiedere uno spritz.
Lo spritz, chiamato comunemente spriss o sprisseto, è l’aperitivo più comune nel Nordest.
La ricetta la sanno tutti ma lo spritz, come il caffè, ha varie personalizzazioni più acqua, più Prosecco, con Aperol o Campari o Martini e una spruzzata di seltz o senza.Insomma la ricetta è quella, ma la storia qual è?
Lo spritz sarebbe nato nell’Ottocento, durante il periodo della dominazione asburgica in Veneto.
I soldati, i lavoratori e i diplomatici dell’impero asburgico si erano presto conformati all’abitudine veneta di bere vino in osteria, però erano disabituati alla gradazione troppo elevata dei vini nostrani e quindi erano soliti chiedere agli osti di spruzzare un po’ d’acqua nel vino.
“Spritzen!”, infatti, in tedesco è “spruzzo”; l’oste serviva un bicchiere di vino diluito con acqua, il neonato spritz era semplice e di poche pretese.
Nei primi anni del ‘900, l’abitudine dello sprisseto rimane e iniziano a diffondersi i sifoni per l’acqua di seltz, acqua gassata con un particolare procedimento di addizione, grazie a cui fu possibile rendere frizzante anche lo spritz composto da vini fermi e dal basso grado alcolico.
Questa evoluzione fu molto gradita alle nobildonne austriache che sorseggiavano con gusto una bevanda leggera, dotata di quel tocco di sofisticazione in più dato dall’aggiunta di seltz.
Questa era solo la prima delle molte ricette creative che hanno fatto nascere molte varianti legate al territorio o all’estro del barista.
Non avendo una ricetta ufficiale lo spritz lascia spazio alla creatività.
C’è chi calibra le aggiunte in modo da preservarne la colorazione rossa e c’è chi rimarca il colore diverso come nota distintiva. Esempio più noto: lo spritz bianco, ottenuto dall’aggiunta di Martini bianco.

  • ALBERTA BELLUSSI
  • Mi son Veneta
  • Alba edizioni, 2018 - 100 pagine, 10€
  • ISBN 9788899414443