La Crociata dei bambini

La Crociata dei bambini o, nel linguaggio delle cronache dell’epoca, la crociata dei fanciulli, resta ancor oggi uno degli avvenimenti più oscuri dell’epopea delle Crociate e, in generale, del XII e XIII secolo.

Eppure il mito della vicenda ha attraversato i secoli, lasciando dietro di sé una ridda d’interpretazioni che hanno finito più con il confondere le acque che con il consentire la ricerca della verità. Le cronache che citano l’episodio sono una cinquantina.

L’oscura vicenda della “Crociata dei bambini”, in alcuni testi definita “Crociata dei fanciulli”, dipanatasi da Francia e Germania e dilagata in tutt’Europa nel 1212, resta uno degli episodi meno studiati dell’intera vicenda delle Crociate.

Per tentare di dipanare la matassa m’è parso opportuno iniziare esaminando il clima di quell’anno ch’era, era a dir poco, incandescente, ma le cui premesse, come sempre e non casualmente nell’Alto Medioevo, venivano da un passato complesso.

Innocenzo III, al secolo Lotario di Segni, aristocratico, finissimo giurista e autore di diverse opere ascetiche, era salito al soglio di Pietro nel 1198 e il suo pontificato sarebbe durato fino al 1216: diciott’anni densi d’avvenimenti cruciali, sia per la storia della Chiesa che per la generale situazione geo politica fra la fine dell’Alto e l’avvio del Basso Medioevo.

La cattedra di Pietro si trovava immersa nella temperie delle Crociate e delle lotte contro le eresie e non era neppure tanto sicura della effettiva chiusura, sul piano pratico, della lotta per le investiture avvenuta nel 1112 con il Concordato di Worms1.

In questo quadro Innocenzo si mosse tentando d’operare una grande sintesi rispetto all’elaborazione, sia teologica che politica, dei suoi predecessori, maturando la convinzione che i due perni centrali del suo magistero avrebbero dovuto essere la riconquista di Gerusalemme e il rafforzamento della monarchia franca.

Questa convinzione, sostanzialmente in precario equilibrio fra un passato consolidato e un futuro irto d’incognite, farà sì che tutto il suo pontificato sarà segnato dallo sforzo di realizzare un disegno, che si rivelerà più complesso del previsto, teso a far prevalere il principio teocratico della supremazia del potere spirituale su quello temporale. Lo scontro principale verterà, di fatto, sulla convinzione di Innocenzo secondo cui il fallimento delle precedenti Crociate era da attribuirsi essenzialmente ai prìncipi il cui scopo era curare i propri interessi mondani e la propria cupidigia; è a partire da queste premesse che Innocenzo giungerà a sostenere che al Papa, e solo a lui, spettava l’iniziativa di bandire una nuova Crociata e il comando di essa. Dimostrando, in tal modo, come osserva Franco Cardini, che “la Crociata stessa era solo parte d’un più ampio programma di rigenerazione della cristianità sotto la guida della Chiesa2”.

  • ENZO MARIGLIANO
  • La Crociata dei Bambini
  • Alba edizioni, 2018 - 124 pagine, 14€
  • ISBN 978-88-99414-36-8