Due pedali per volare. Alex, Francesca e altre storie di ciclismo paralimpico”

Storie straordinarie di ciclisti speciali. Ne sono protagoniste persone che hanno subito incidenti, infortuni, malattie e che hanno saputo sorridere alla malasorte, trovando nello sport, e nel ciclismo in particolare, nuovi stimoli e ambizioni.

Pierre Amighini, Beatrice Cal, Paolo Cecchetto, Pierino Dainese, Andrea Devicenzi, Giorgio Farroni, Luca Mazzone, Luca Panichi, Vittorio Podestà, Francesca Porcellato, Alex Zanardi con il commissario tecnico della nazionale italiana di paraciclismo Mario Valentini, il direttore di corsa Mauro Defend e l’organizzatore Mauro Valentini testimoniano che le barriere fisiche e mentali possono e devono essere superate. 

La prefazione è di Alberto Francescut, tra i curatori del popolare blog della Gazzetta dello Sport “In coda al gruppo”.

Quello nel ciclismo paralimpico è un vero e proprio viaggio in una sorta di realtà parallela. Quando si ha la possibilità di assistere a degli eventi sportivi, la competizione è sempre molto forte: tutti vogliono ben figurare, al di là del famoso motto di Pierre de Coubertin: “L’importante nella vita non è solo vincere, ma aver dato il massimo”.

Avvicinandoci una prima volta al ciclismo dei paralimpici, verrebbe da pensare che questo motto possa essere applicato a tutti coloro che decidono di mettere in gioco se stessi in una gara. Ognuna di queste persone ha una storia da raccontare, un passato con il quale è necessario fare i conti tutti i giorni. Ma questi ragazzi e queste ragazze non vogliono solo dire “io c’ero”: loro vogliono anche vincere.

Il ciclismo è uno sport di fatica, ma una disciplina che è anche capace di ricompensare tutti coloro che la praticano. Se ti alleni tanto e riversi molto impegno in ciò che fai, le soddisfazioni possono essere davvero tante.

L’impegno di queste persone non risiede solo nella vita sportiva, ma anche nella vita di tutti i giorni. Spesso bisogna fare i conti con delle realtà che non sempre sono adatte ai disabili, dallo scalino per salire sul marciapiede agli ascensori che non funzionano, fino ai casi più gravi. Bisogna poi anche coniugare con lo sport la vita di tutti i giorni, trovare il tempo per gli allenamenti e per il giusto riposo.

Negli ultimi anni il ciclismo paralimpico ha alzato di molto l’asticella: questi corridori riversano ogni attenzione nei più piccoli dettagli, al fine di poter migliorare sempre di più la propria performance. Ma il viaggio nel paraciclismo non è solo questo: è fatto soprattutto di storie, di uomini e donne in carne e ossa che ogni giorno affrontano la propria vita, sportiva e privata, con l’obiettivo di fare bene.

“Due pedali per volare” nasce quindi con questo obiettivo: voler raccontare alcune storie di ragazzi e ragazze, signori e signore, che ogni giorno decidono di salire in bici, su un tandem, in handbike o su un triciclo. Le storie da raccontare, in questo mondo così affascinante, sono tantissime. Noi ne abbiamo raccolte alcune, senza voler far torto a nessuno: non ci siamo rivolti solo agli atleti, ma anche a coloro che salgono in bicicletta semplicemente con l’obiettivo di sfidare se stessi, ponendosi davanti un obiettivo da raggiungere.

Il ciclismo paralimpico è un settore che merita attenzione da parte di tutti, non solo per via dei tanti bei personaggi che lo popolano, ma anche perché queste persone vogliono far capire a tutti che ci sono anche loro, e che sono in grado di portare degli ottimi risultati. Del resto, è sufficiente guardare al palmarès della nazionale italiana di paraciclismo guidata da Mario Valentini.

Questo libro è un viaggio, un bellissimo viaggio in un mondo affascinante, dal quale è possibile imparare davvero molto.

  • CARLO GUGLIOTTA
  • Due pedali per volare
  • Alba edizioni, 2018 - 96 pagine, 10€
  • ISBN 9788899414429